PERCHE’ PROPRIO LUI/LEI

 “Non siamo fatti per stare da soli ma nemmeno per stare con chiunque” scrive Massimo Bisotti, autore di romanzi rosa. Ed è proprio questa la realtà che vive ognuno di noi e che ci ha portato spesso a chiederci che cosa ci spinge a scegliere un partner piuttosto che un altro.

Alla base di ogni relazione, di qualunque tipo essa sia, vi è la relazione con i propri genitori o con figure significative di riferimento. Infatti, è da piccoli che ciascuno di noi impara a relazionarsi con gli altri, primi fra tutti i genitori. Queste iniziali relazioni affettive contribuiscono a uno sviluppo, adeguato o meno, del senso di identità, di autostima e di autoefficacia, nonché di comunicazione dei propri stati emotivi, che costituiranno le successive relazioni. In altre parole, ognuno di noi porta con sé delle rappresentazioni mentali (modelli operativi interni: MOI) relativi alla propria esperienza relazionale e al tipo di disponibilità affettiva da parte dei genitori che riproporrà in ogni relazione futura.

Cosa mi piace davvero dell’altra persona?

È proprio da qui che nasce il perché della scelta strettamente personale del partner: siamo portati a ricercare nel nostro partner caratteristiche appartenenti ai nostri genitori e a ricreare lo stesso tipo di rapporto vissuto con loro.

Va da sé che la persona che scegliamo di avere accanto è, esattamente come noi, portatrice di rappresentazioni mentali e modelli relazionali in linea con la propria esperienza infantile.

Ogni membro della coppia ricerca nell’altro ciò che è più familiare, ciò che possa confermare la percezione di se stessi e soddisfare le proprie aspettative, positive e negative, proiettando tutto questo sull’altro. Siamo noi che, anche quando il nostro partner si mette a nudo, preferiamo vedere la maschera che noi stessi gli attribuiamo per poter vedere ciò che preferiamo e che desideriamo ricevere.

È in questi casi che ci ritroviamo in una relazione instabile e non più felice, perché piano piano chi nascondiamo dietro quella maschera si dimena per uscire fuori e a noi toccherà fare i conti con le nostre aspettative fallite e le nostre errate convinzioni, frutto di ciò che noi vogliamo vedere e non sempre di ciò che l’altro è realmente.

 

Ma allora qual è l’incastro “perfetto”?

Credo che non si possa parlare né cercare la perfezione, specie quando ci relazioniamo con un altro individuo. Non esiste l’incastro perfetto! Ognuno di noi è dotato di pregi e difetti e questo fa di noi persone imperfette… come possiamo pretendere che chi abbiamo di fronte lo sia?

Esistono però coppie che guardano l’altro senza veli sugli occhi e che quindi riescono a vederlo realmente per quello che è, per la storia che porta con sé e che inevitabilmente ha influenzato e influenza il suo presente.

Per riuscire ad incastrarsi al meglio con un’altra persona è importante accettarla, rispettandone i pregi e ancor più i difetti e cercando ogni giorno un nuovo punto di incontro dove poter unire le proprie storie.

E nel caso in cui tutto questo non ci appaia facile possiamo affidarci a specialisti con cui ripercorrere i primi passi fatti accanto agli altri, così da riconoscere cosa ci rallenta o ci fa inciampare nel rapporto con l’altro, riuscendo poco a poco a riprendere il nostro rapporto di coppia o ad iniziare un nuovo percorso a due.

 

 

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